Gli automi meccanici giocattolo

Gli automi meccanici giocattolo

Gli automi meccanici giocattolo sono delle copie conformi dell’uomo: sono dei veri e propri “androidi”.
Pare che il primo automa di forma umana sia stato creato nel XIII secolo da Alberto Magno da Colonia che, nonostante la canonizzazione, ebbe fama di alchimista e negromante. San Tommaso d’Aquino l’avrebbe fatto distruggere, turbato dal suo funzionamento. Leonardo da Vinci disegnò una serie di progetti di uomini volanti.

La storia degli automi

Verso il 1500 un piccolo artigiano di Norimberga, Hans Bullman, elaborò una serie di giocattoli musicali, comprendente gruppi di uomini e di donne, suonatori e danzatori. Essendo esemplari unici, ogni giocattolo costituiva una vera opera d’arte, eseguita lavorata con i materiali più raffinati. I più belli furono quelli di Jacquet Droz, padre e figlio, in Svizzera. Furono creati nella metà del XVIII secolo a Neuchâtel, dove sono ora conservati. Si tratta di tre “androidi”: la musicista, lo scrittore, il disegnatore.

Ma non dimentichiamo i magnifici automi di forma umana di de Vaucanson, fabbricati nella prima metà del XVIII secolo, collocati nei vasti saloni dell’hôtel di Longueville a Parigi.
Fra i più conosciuti: “Il suonatore di flauto traverso”, “L’anatra”, ecc.
Purtroppo di tutte queste creazioni oggi non rimane traccia. Ricordiamo la famosa “Suonatrice di salterio”, con otto motivi musicali, fabbricata per la regina Maria Antonietta da Roentgen ed esposta ora al Museo delle Arti e Mestieri di Parigi.
Infine citiamo i carillons, uccelli fischiatori d’oro, d’argento e smalto dell’orafo Fabergé per la corte russa.

I diversi tipi di automi meccanici

Tuttavia, dopo tutte queste vicissitudini, poco per volta gli artigiani democratizzarono il giocattolo automatico, realizzando in tal modo ciò che costituì l’embrione della futura industria degli inizi del XIX secolo.
Si distinguono da allora due specie di questo tipo di giocattolo: gli automi di grande dimensione e costosi, fra cui anche gli organi, del tipo Thibouville-Lamy, che si mettevano in funzione per mezzo di una manovella, e i quadri animati; i giochi meccanici di scarso valore, di cui si parlerà in seguito.

Questi automi meccanici del XIX secolo sono, a differenza dei loro antenati, costituiti da vari pezzi, fabbricati in modo “industriale”.
I grandi produttori sono francesi, residenti tutti, in origine, nel quartiere del Marais a Parigi, tranne la casa Bontems (specialista delle gabbie per uccelli e quadri animati), che risiedeva nel 2° “arrondissement”, rue de Cléry 72.
Al Marais avevano pure sede:

  • Théroude: rue de Montmorency 3-5 (bambole, ballerini di valzer, ecc.);
  • Vichy: rue de Montmorency 36 (giocattoli trainabili, ma anche favolosi clown e prestigiatori. I più celebri: “L’artista-disegnatore”, “Fumatore nero”);
  • Roullet Décamps: rue du Parc-Royal 10 (animali diversi, fra cui tigri, elefanti e, soprattutto, automi per pubblicità).
    La casa esiste sempre. Uno dei pezzi più spettacolari fu: “L’incantatrice di serpenti”, di un’altezza di 85 centimetri;
  • Phalibois: rue Charlot 22 (orchestra di scimmie, grandi automi di oltre un metro di altezza);
  • Lambert: rue Portefoin 13 (begli automi dal viso di porcellana “Jumeau”, conosciuto per le sue bambole, fra cui si possono citare la “Bambina con Pulcinella” e la “Bambina con la gabbia degli uccellini”);
  • Renou: rue de Montmorency 19 (automi di fabbricazione più sommaria, ma divertenti per la varietà dei soggetti: “grandi ruote”, “cuoco”, “prestigiatori”, “panettiere”, ecc.).

Non ci dilungheremo su questo argomento, che riempirebbe da solo un libro. Tuttavia la maggior parte di questi automi meccanici costava talvolta l’equivalente di un anno di salario di un operaio di quell’epoca. Era quindi destinata a una clientela danarosa.
La guerra del 1914 segnò la fine di questa fabbricazione diventata troppo costosa e specialistica. E i fabbricanti furono obbligati poco per volta a cessare la loro attività.

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